“Natale dimenticato, ma in ballo c’è la nostra civiltà”

C’è la scuola che abolisce il Natale per non offendere chi cristiano non è, c’è il parroco che trema all’idea di celebrare la messa di mezzanotte e chi nasconde il presepe. Insomma, è “il Natale dei panettoni, il Natale delle pubblicità, il Natale dei soldi. Il Natale oggi è una festina”, dice Massimo Cacciari in una intervista a Il Giornale. Ma attenzione, “sono i cristiani i primi ad aver abolito il Natale”.

Perché ormai “l’indifferenza regna sovrana e avvolge un po’ tutti: i laici e i cattolici” e “io che non sono credente mi interrogo: c’è un simbolo che ha dato un contributo straordinario alla nostra storia, alla nostra civiltà, alla nostra sensibilità” ma non si difende più: “Se posso generalizzare, e so che da qualche parte ci sono le eccezioni, il laico non si lascia scalfire da questo scandalo; l’insegnante di religione non trasmette più la forza di questa storia, ma se la cava con una spruzzata di educazione civica e il prete, spesso e volentieri, declama prediche, comode comode e rassicuranti, che sono un invito all’ateismo”.

E per quanto riguarda il dialogo con le altre religioni, conclude Cacciari: “Il dialogo parte dalla consapevolezza, ma se consapevolezza non c’è, allora prepariamoci al peggio“. (Libero)

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